Il mio arrivo qui era molto atteso, in quanto primo incaricato dall’effettivo inizio del progetto (prima di me Gaia aveva stipulato il contratto d’affitto della casa). Sono arrivato a Bhavita House il 6/7/2007, dopo un paio di giorni a Mumbai. Quale piacere nel vedere la casa, (prima di allora vista solo in foto), gia’ abitata da ormai un paio di mesi da undici nostri fratellini!
Per cio’ che riguarda le condizioni della struttura devo dire che lo staff aveva fatto proprio un buon lavoro: costruito un bagno e una doccia all’esterno della casa, ridipinto le pareti, riverniciato le porte, decorato la parete esterna, procurato l’arredo essenziale per agevolare l’accoglienza dei ragazzi. Era gia’ stato procurato un tavolo per il piccolo ufficio in entrata, gli articoli di cancelleria, I timbri, I biglietti da visita e il volantino in telugu dell’organizzazione, (fondamentali per presentarsi e ricercare sostenitori), una televisione e un lettore mp3, dei materassi per la notte, pentole, piatti, bicchieri e quant’altro necessario per provvedere ai pasti.
Dopo un paio d’ore di riposo per il lungo viaggio, due o tre giorni per riprendermi da una brutta febbre dengue che mi ha colpito per mezzo di qualche zanzara maledetta, dopo qualche chilo perso per il radicale cambio di alimentazione e per l’assenza di alimentazione durante il febbrone, ho finalmente cominciato a darmi da fare.
Avevo portato con me 8300 euro di Mancikalalu e subito ho cominciato a fare i dovuti acquisti: un frigorifero, due armadi, due scaffalature, tre letti (due per la camera dei volontari, uno per eventuali bimbi malati), due scrivanie, diversi altri utensili per la cucina, macchinari per la cucina, per poter cucinare piu’ o meno qualsiasi piatto la cucina dell’Andhra Pradesh proponga, una chitarra per Akash(e un pochino per me…), una struttura a cui appendere i fili per stendere i vestiti lavati, regali vari e torte per I compleanni dei bambini(innumerevoli in agosto!!), vernici, lana per I braccialetti fatti dai bimbi, i piu’ svariati esami del sangue ai miei due fratellini sieropositivi (eccessivamente costosi!!),una macchina da cucire,tutte le ordinarie spese di mantenimento, una tastiera per Srinivas ( e un pochino per me…), un filtro per l’acqua, un refrigeratore per l’acqua stessa e svariate alter cose per rendere la casa il piu’ accogliente possible. In seguito ho provveduto a ridipindere le pareti e a scrostare i pavimenti impregnati di betel sputato (dai precedenti inquilini), nel bagno interno alla casa. Perche’ qui la concezione di bagno e’ molto piu’ vicina a quella di cesso, latrina…Con l’aiuto di Alessandro, (un mio amico volontario che si e’ fermato qui qualche giorno), si sono dipinte inoltre le pareti del nuovo bagno esterno.
Le mie giornate cominciavano alle cinque e mezza di mattina per finire a mezzanotte… il tutto con la testa piena di pensieri leggeri e pesanti (qualche problemuccio iniziale con lo staff, organizzare il giorno seguente, ricordare quante piu’ cose possibili, ricordarmi di ricordare…), ma con un perenne sorriso ineliminabile stampato sulla bocca, per dar gioia ai miei fratelli in ogni momento della giornata! Molte volte mi e’ risultato pesante avere ben pochi momenti per me, non uscire con gli amici la sera per una birra, mangiare sempre riso piccante al punto di tagliarmi le labbra. Ma il vedere con quale consapevolezza delle possibilita’ che gli stiamo dando questi bambini abbiano preso in mano la loro vita, mi da la forza di far girare il mondo al contrario pur di portare avanti il progetto nel migliore dei modi.
Ho cominciato a lavorare al nostro sito per aggiornarne i contenuti, la grafica e aggiungere la parte in telugu. Durante la mia permanenza a Bhavitha house ci sono stati sei nuovi inserimenti di bambini, chi accompagnato dalla famiglia, incapace di provvedere al suo sostentamento, chi proveniente da un’altra organizzazione e uno l’ho incontrato in stazione ad Hyderabad (Nampally) che raccattava bottiglie di plastica da rivendere a pochi spiccioli, l’ho convinto a seguirni a Bhavitha House.
Ho inoltre provveduto a creare una cartella per ogni bambino contenente tutte le informazioni riguardantilo, dalla salute, le cure mediche, la sua storia, alle pagelle scolastiche.
Purtroppo ho dovuto limitarmi piu’ che altro ai dati tecnici nel rendicontare l’operato della mia permanenza a Bhavitha house, sicuramente dimenticando qualcosa, perche’ in tre mesi se ne fanno di cose… tutto cio’ grazie al tuo supporto, grazie anche solo perche’ sei arrivato fino a qui e stai leggendo queste parole, dalle quail ho dovuto separare tutto cio’ che dedicarmi a Mancikalalu mi sta dando a livello emozionale. Forse inesprimibile o quantomento non verosimilmente comunicabile a parole.
Grazie a tutti perche’ ci state dando, tramite il vostro supporto, la possibilita’ di realizzare il frutto del nostro duro lavoro: Mancikalalu, I Loro Mancikalalu.
Simone, Mumbai 19/9/2007
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